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Le attività culturali
Nel decennio 1965-75 i locali della Piscina erano i più
moderni di Colle ed era quasi naturale che divenissero la
sede di tutte quelle manifestazioni politiche, sindacali o di
carattere cittadino che via via venivano organizzate.
La vita sociale era allora più intensa di oggi, infatti un
profondo mutamento si avvertirà solo a partire dalla seconda
metà degli anni settanta, con il crollo delle grandi idealità politiche,
la caduta verticale della partecipazione, l'avvento della
società dell'informazione e la graduale mercificazione dei
valori.
II film di Roberto Benigni “Berlinguer ti voglio bene”
potrebbe essere preso ad esempio per comprendere quel
mondo politico ed umano che viveva tra i muri delle Case del
Popolo, mondo, purtroppo, destinato pressoché a soccombere
di fronte al generale processo di americanizzazione
della società.
Nel tracciare un sintetico quadro delle attività culturali
che alla Piscina sono state organizzate, ci colpisce quel 1968
che sta in mezzo a dividere il prima e il dopo.
Prima del 1968 è soltanto una certa musica leggera a
testimoniare un impegno culturale. Nel 1966 troviamo alla
Piscina quel formidabile complesso italiano che rispondeva
al nome de "I Giganti", destinato a sparire dopo aver messo
dei fiori nei cannoni di un festival di Sanremo degli ultimi anni
sessanta.
Nello stesso anno, e ospite del salone tutto vetrate con i
tavolini e le sedie di formica di colore marroncino, Lucio Dalla,
quasi sconosciuto cantante bolognese che veniva dal jazz e
che cantava una canzone dal titolo vagamente provocatorio:
Paff - bum! Nei mesi primaverili di quell'anno, eseguiva le
prove nel salone il complesso senese de "I Delfini", spesso
insieme ad un giovane riccioluto chiamato lo "Sghelo". Alla
fine delle prove, questi attaccava sempre uno strano
arpeggio con la chitarra, che ogni volta accompagnava con
qualche parola in più. A novembre, nei giorni dell'alluvione,
Mauro Lusini, questo era il nome dello "Sghelo", pubblicava
un disco, si trattava di: C'era un ragazzo che come me amava i
Beatles e i Rolling Stones, canzone che sarà poi portata al
successo da Gianni Morandi e cantata perfino da Joan Baez.
Un paio di anni più tardi, quel salone avrebbe ospitato le
interminabili riunioni del movimento studentesco, le stesure
dei documenti. Uno di questi - nato nelle vacanze di Pasqua
del 1968 all'Istituto Magistrale, epicentro del sisma valdelsano -
venne pubblicato da Marsilio, in una raccolta di materiali
sulle lotte degli studenti.
I partiti in affanno cercavano di recuperare e Roberto
Barzanti, allora esponente del Psiup, metteva in guardia noi
giovani studenti dalle facili utopie di Marcuse: "è ambiguo,
ragazzi, è ambiguo".
Durante le vacanze di Natale del '68, si organizzano dei
gruppi di studio sulla riforma della scuola, negli stessi giorni
che gli americani lanciavano in orbita l'ennesimo satellite.
Qualcuno scrive profeticamente su di una lavagna: "la luna è
vicina, la scuola è lontana". L'anno successivo l'uomo
avrebbe messo il piede sulla luna mentre il futuro della scuola
continua ad essere avvolto nel più fitto mistero.
Frutto di quegli anni è la costituzione del "Circolo Culturale Olimpia"
con l'organizzazione di una serie di iniziative
che andavano dalla scuola serale per lavoratori all'Incontro
con la libera espressione. Su di un telone di juta noi giovani
appendemmo decine e decine di disegni e poesie, chissà poi
dove saranno andati a finire?! II manifesto dell'esposizione
era una bella litografia di un mostro che ingoiava gli uomini e li
trasformava in dollari.
In quel periodo ebbe luogo anche una mostra di artisti
fiorentini contemporanei del Gruppo Techne, di cui ci ricordiamo
di Luca Alinari, Eugenio Miccini, Walter Fusi. Furono
ospitate alla Piscina nel 1969 anche le conferenze per il
Settimo centenario della battaglia di Colle (1269) (Giorgio
Mori e altri), la presentazione dell'Arnolfo di Cambio di
Angiola Maria Romanini, il convegno medico sul Diabete
malattia sociale, organizzato dagli allievi del Prof. Marco-
longo.
pochi passi dalla sede della "Rari Nantes", che abbiamo visto
legata a doppio filo con il "G.S. Olimpia" nel periodo iniziale
della sua attività. Il CUT presenta i sette sogni dell'operaio Jen
di Brecht.
La passione per il teatro mette le radici anche tra noi. Si
organizzano pullman per andare a vedere La cantata del
mostro lusitano di Peter Weiss, allestito da Strehler che
sull'onda della contestazione, ha lasciato il Piccolo Teatro di
Milano e formato una propria compagnia; si costituisce un
piccolo gruppo teatrale che comincia a provare Il consenziente
e il dissenziente di Brecht, che sarebbe poi andato in
scena nel salone, nella tarda primavera del 1970.
II circolo Olimpia organizza le mostre di litografie di Treccani,
degli olii di Nillo Tinazzi, e quell'Omaggio a Pinelli.
presentato in precedenza a Siena.
L'attività teatrale costituisce l'elemento di maggior interesse e
tra il 1970 e il 1973, il "Gruppo T" e il "Gruppo Spazio
Teatro", nato da una scissione del primo, presentano, oltre a Il
Consenziente, Ma è poi esistito Ivan lvanovic? Nazim Hikmet,
ed un dissacrante collage sulle amenità contenute nei libri di
testo delle scuole elementari. Questi spettacoli venivano poi
replicati a Gracciano, Certaldo, Empoli, Poggibonsi, Siena,
Montespertoli, Abbadia San Salvatore, Buonconvento, ed
anche nei locali della neonata Facoltà di Lettere di Siena,
sotto gli sguardi severi di Mario Alighiero Manacorda e di
Franca Angelini.
All'attività di allestimento di spettacoli, si cominciava ad
affiancarvi anche l'organizzazione di piccole rassegne
teatrali del circuito Arci al Teatro del Popolo, prima della chiusura
per i restauri del 1971-72. Furono presentati: La Madre di
Brecht con la Compagnia dei Compagni di Scena (Stefano Satta
Flores, Isabella Del Bianco), ancora il CUT con la Linea di
Condotta di Brecht e Uomo Massa di Toller, ed altri spettacoli.
La Pro-Loco allestisce alla Piscina la mostra di Michele
Cascella, doveroso omaggio al maestro che è venuto a vivere
sulla collina di San Sisto.
Edoardo Fadini presenta nel salone, in un piovoso
pomeriggio domenicale, uno spettacolo di intervento politico
dove evidenti sono i richiami a Ronconi per la struttura e al
Living per la recitazione.
Nelle tante manifestazioni politiche che vengono organizzate,
si possono incontrare gli storici Ernesto Ragionierie
Giorgio Giorgetti — purtroppo entrambi scomparsi assai
giovani — che parlano di rivoluzione democratico-borghese
incompiuta, di riforme di struttura e delle caratteristiche originali
del socialismo italiano.
Nel 1973, con il "Comitato regionale per il decentramento teatrale",
il Comune finisce per sostituirsi all'Ard
nell'organizzazione degli spettacoli di prosa e lo stesso
gruppo di persone che alla Piscina si è in questi anni formato
garantisce la continuità nel lavoro organizzativo.
Anche la piccola compagnia teatrale cessa le attività per
dover far fronte a tali nuovi compiti. Nel 1972-73 il Comune
vara la prima Stagione teatrale organica, dopo circa vent'anni
di interruzione.
Alla Piscina si tengono però le riunioni della "Commissione
per le attività teatrali", istituita dal Comune e le
assemblee con i responsabili del "decentramento" (Roberto
Toni e Giorgio Guazzotti).
Nel luglio 1973, troviamo ancora la compagnia di Valerio
Valoriani (ora si chiama Teatro della Convenzione) che nella
pista da pattinaggio va in scena con lo spettacolo Come il
signor Mockinpott fu liberate dai suoi tormenti di Peter Weiss,
con la bella scena di Maurizio Balo che rappresenta una
grande baracca da burattini di colore rosso, dove si muovono
gli attori, tra cui il povero Mockinpott con la divisa a righine
bianche e celesti da carcerati. Era un angelo con le ali di latta
a commentare le varie scenette con canzoncine: "Miserere,
miserere, mise il culo nel braciere...".
Nell'agosto dello stesso anno tocca al Gruppo della
Rocca a proporre, sempre nella stessa pista, uno degli spettacoli
memorabili di quegli anni, lo shakespeariano Sogno di
una notte di mezza estate con la regia di Egisto Marcucci e le
scene di Lele Luzzati, costituite da vecchi banchi da scuola
ammassati che teli colorati trasformavano ora nel bosco, ora
nel palazzo di Teseo ad Atene.
Risalgono a quel periodo anche le esibizioni (ancora non
si chiamavano concerti) di Antonello Venditti — nell'intervallo
tra lo spettacolo pomeridiano e quello notturno trova il tempo
di giocare a calciobalilla con Simona Izzo —, e successivamente
dei "Nomadi", del gruppo latino-americano degli
Americanta e di altri complessi.
Nel 1975 è ancora la volta del Gruppo della Rocca con
Processo per aborto.
Anche le feste dell'Unità venivano ospitate alla Piscina e
tra i numerosi spettacoli ci ricordiamo quelli di Sergio
Endrigo, di Maria Carta, del gruppo di cabaret dei Giancattivi
(Athina Cenci, Alessandro Benvenuti, Francesco Nuti).
Poi la lenta decadenza. Gli anni settanta stanno chiudendo,
unico sprazzo di vivacità sarà quello di una serie di
serate tra il 1981 e il 1982, dedicate alle canzoni dei Beatles,
con il vecchio complesso colligiano dei "Farisei", ricostituito
quasi interamente per l'occasione.
Queste "serate Beatles" furono, inconsapevolmente,
l'anticipazione di un revival che, negli anni successivi,
sarebbe stato di una dimensione assai vasta.
Sappiamo però bene che a dilatare il passato è quasi
sempre la miseria del presente, nella musica leggera, come in
tante cose di questo mondo.
M.B.
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